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Il mantello di Ruggero il normanno, primo Re di Sicilia

La seconda è di manifattura italiana della seconda metà del XIV secolo, di colore rosso a fiori.

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La terza fodera è verde, proveniente dal Vicino Oriente, del XII secolo. E’ una seta cangiante nei colori, alcune parti sono in grigio e marrone chiaro. Le decorazioni sono vegetali con fiori di loto.

Un capolavoro realizzato nel hizanatat-tiraz, un laboratorio che si trovava accanto al Palazzo Reale. L’iscrizione fatimidaa caratteri cufici che si trova sul bordo del mantello indica esattamente la città della realizzazione: Palermo. Questo mantello insieme ad altri abiti preziosi furono portati via dal tesoro reale dal nuovo re dei Romani e di Sicilia Enrico VI Hohenstaufen (Swabian), marito di Costanza d’Altavilla e padre di Federico II dopo che nel 1194 ricevette come dote della moglie Costanza il regno normanno. Tutto il tesoro fu portato dalla Sicilia in Germania e da allora è ancora lì conservato a Vienna nel KunsthistorischesMuseum, Shatzkammer.

Il mantelloè un capolavoro di ricamo in seta, oro, perle, pietre preziose e semipreziose. Ha una forma semicircolare lungo cm 345 ed alto cm 146 ed è ornato con una sottile palma che simboleggia l’albero della vitachedivide il mantello in due parti ugualinellequali ci sono un leone ed un cammello. I leoni hanno la testa dritta, il petto inarcato e la coda in movimento in atteggiamento trionfante su un cammello con briglie e gualdrappe che caratterizzano un animale addomesticato. I ricami sono in filo d’oro su seta rossachermés ed una doppia fila di piccole perle di fiume seguono i contorni delle figure ed alcune parti del disegno interno. I baffi e gli artigli dovevano essere ricamati in seta scura, oggi persa. Il bordo anteriore è ricamato con fili di perle che fanno da cornice a delle palmette e a rombi in oro e smalto, una ha un coniglio. Lungo il resto del bordo la famosa iscrizione “Lavoro eseguito nella fiorente officina reale, con felicità e onore, impegno e perfezione, possanza ed efficienza, gradimento e buona sorte, generosità e sublimità, gloria e bellezza, compimento di desideri e speranze, giorni e notti propizie, senza cessazione né rimozione, con onore e cura, vigilanza e difesa, prosperità e integrità, trionfo e capacità, nella Capitale di Sicilia, l’anno 528” e questa data, 528 dell’Egira, corrisponde al 1133/1134 D.C. ed attesta che il mantello è stato realizzato treanni dopo l’incoronazione del Re Ruggero avvenuta nella notte di Natale del 1130.

Il decoro è un antico motivo orientale particolarmente amato e diffuso a Palermo: si trova nel mosaico del pavimento e nel soffitto della Cappella Palatina, nei mosaici della Zisa, della Martorana e nella Stanza di Ruggero del Palazzo Reale. Il leone è un simbolo di potere che si trova nel passato fino alle rovine di Persepoli e nell’arte Sumerica ma il leone che sopraffà il cammello è veramente raro, qual è il significato simbolico? Se il cammello rappresenta gli Arabi di Sicilia, potrebbe trattarsi del riconoscimento di rapporti di forza in maniera non violenta. Quando i Normanni conquistarono la Sicilia ottennero il potere politico ma il valore della culturae della scienza degli Arabi non fu intaccato e la loro religione tollerata. Ma il significato potrebbe essere cosmico: i medaglioni e le rosette ricamate sulle articolazioni e sul muso dei leoni corrispondono all’incirca alle posizioni degli astri nel segno zodiacale del leone su un mappamondo celeste realizzato intorno al 1225 in Egitto e conservato nel Museo di Capodimonte a Napoli.  Queste decorazioni si trovano su sete realizzate in Siria, in Iran e in Iraq a testimoniare che il simbolismo dello zodiaco è una ulteriore tradizione orientale assorbito dalla cultura occidentale ed utilizzato per i mantelli dei re.

Sopra la testa dei leoni del mantello di Ruggero è cucita una borchia rotonda in oro e smaltoincastonato tra pietre preziose e filigrana. Ogni borchia è decorata con due quadrati sovrapposti in modo da formare una stella ad otto punte che racchiude un sole. Si tratta di un “cosmogramma”, decorazione molto amata nell’arte tessile copta. L’intreccio dei quadrati è simbolo del cosmo ed al rapporto del mondo con il divino, questo tema decorativo si ripete nel soffitto ligneo della Cappella Palatina a Palermo. Gli elementi in oro e smalto, probabilmente, sono stati realizzati da orafi provenienti da Bisanzio e nel 1980 si sono trovati i nomi dei ricamatori scritti in arabo su una striscia di lino sotto gli scapolari ricamati: Marzuq, Ali, Mahmud sotto la guida di Damyan.

L’interno del mantello è foderato con un lino color rosa, sul quale si trovano tre preziose stoffe di seta risalenti a tre diversi periodi. La prima è un tessuto dorato eseguito a Palermo con la tecnica dell’arazzo risalente XII secolo.

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E’ la fodera più antica e applicata lungo il bordo interno in modo da essere visibile quando, camminando, il mantello si apre. Realizzata in seta dai brillanti colori, rosso, verde, blu, lilla giallo ocra, bianco e nero. I decori hanno temi differenti “albero della vita”, “draghi”, “uccelli”. Nell’immagine pubblicata si vedono alberi stilizzati dai cui rami escono teste di draghi che hanno orecchie appuntite e mostrano la lingua. Sotto ogni albero a destra e sinistra ci sono figure umane con lunghi abiti ed accanto le teste uccelli fantastici e bizzarri conigli.

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Galleria

The Cloak of King Roger of Sicily

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