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The Other Statues of David

Elvira Valentina Resta

Art & History Writer

Una sfida con uno scalpello alla scoperta della modernità, 5 sculture, 4 artisti, un vincitore e altri nell'ombra?

Il protagonista è Davide, giovane pastore che è diventato re d'Israele, combatte contro Golia di Gath, il campione gigante dei Filistei. Il giovane vince l'avversario senza armi usando solo la fionda.

Il primo artista della sfida è Donatello, Firenze 1386 – 1466, con 2 opere, la prima delle quali è il David di marmo (1408/9), del Museo Nazionale del Bargello di Firenze. La scultura, emblema della "virtus civica fiorentina", è ancora legata allo stile gotico. Il viso delicato ma inespressivo con i capelli stilizzati e la corona di amaranto, le proporzioni sottili e allungato in posa elegante segue ancora un canone di bellezza cortese. Ma ci sono segni di una nuova volontà di rappresentare: il supporto su una gamba, la torsione del busto, le mani realistiche indicano uno studio dalla vita reale. La corona di amaranto si riferisce alle opere classiche come emblema profano della fama degli eroi.   Ma la dignità umana e la forza morale che sono lo spirito di cambiamento sono visibili nel suo secondo Davide (circa 1443) di bronzo, conservato anche al Bargello, opera fatta per Cosimo il Vecchio Signore di Firenze. Davide è raffigurato come la rappresentazione del dio greco Mercurio che trionfa su Argo.  La scultura è il primo nudo a tutto tondo del periodo rinascimentale, l'artista si ispira alla statuaria ellenistica e questo è evidente nella posa arcuata e sinuosa della figura. La nudità acre allude alla ragione ed al coraggio che sconfiggono l'irrazionalità e la forza bruta.
 
Il Davide di bronzo di Andrea del Verrocchio, Firenze 1485 - Venezia 1488, conservato al Bargello fu commissionato da Lorenzo e Giuliano dè Medici intorno al 1475, è  lo stesso soggetto di Donatello, ma è solo il ritratto di un giovane orgoglioso e vincitore di bellezza idealizzata ma ancora legato ai modi gotici. 
 
Dobbiamo aspettare circa 26 anni per vedere come lo studio della figura umana prende forma in un vero e proprio capolavoro. Tra i più grandi artisti di maturo stile rinascimentale, dopo aver vissuto, lavorato e studiato a Roma, Michelangelo Buonarroti, Caprese 1475 - Roma 1564, torna a Firenze e nel 1501, grazie ad una commissione civica, crea un'opera marmorea di grande potenza. Nel suo Davide (Firenze, Gallerie dell'Accademia) tutti i fiorentini vedono incarnate le virtù della fortezza e dell'ira a cui sono affidate la libertà e la gloria della città e nell'esaltazione del suo potere fisico e morale celebrano i valori umanistici della grandezza e della dignità dell'uomo. Le antiche statue classiche suggeriscono all'artista l'idea di figura nuda atletica, ma Michelangelo si allontana dalla calma delle statue classiche per dare al suo David la tensione psicologica interna. L'asimmetria della posa, il peso portato su un lato del corpo dove il braccio è allungato e dall'altro lato gli arti si flettono in un accenno di movimento e realizza l'unità attraverso il movimento muscolare che passa attraverso la scultura facendola vibrare con forza fisica e morale.
 
Ma il genio del nuovo spirito barocco è Gian Lorenzo Bernini, Napoli 1598 - Roma 1680, un giovane artista che fa sua la tecnica scultorea ellenistica. David è ritratto nel bel mezzo della lotta mentre in Donatello ha già decapitato Golia e in Michelangelo è in attesa dello scontro. Nell'opera di Bernini l'eroe è all'acme dell'azione. Il David di marmo  (1623/24) della Galleria Borghese di Roma, creata per il Cardinale Scipione Borghese, è il massimo dell'espressività, con la sua potenza, la sua concentrazione sull'avversario e lo sforzo sono il superamento di tutte le sculture rinascimentali. La luce avvolge il corpo dell'eroe sottolineando i muscoli in tensione, il nudo maschile lucido contrasta con le luci e le ombre che si creando tra i capelli, lungo il drappo che copre le nudità e sulla superficie dell'armatura posta ai piedi. 
 
Bernini vive nella civiltà dell'immagine, della comunicazione e della persuasione del linguaggio visivo. La libertà creativa e il superamento delle regole e la rappresentazione dello spazio come continuità infinita rendono l'artista sicuramente il vincitore di questa fantastica gara.

Galleria

The Other Statues of David

Michelangelo's David
Michelangelo's David
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Bernini's David
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Verrocchio's David
Verrocchio's David
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Donatello's David
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Bernini's David
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Michelangelo's David
Michelangelo's David
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