Rogerian Charta, Palermo, 1154, by Konra
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La Charta rogeriana e la guida Touring Club del 1154

Nel Palazzo Reale di Palermo un grande mappamondo in argento faceva bella mostra di sé. Era di circa 2 metri di diametro inciso su argento purissimo e pesava 450 libbre romane, un oggetto veramente magnifico. Era diviso in parti con le regioni, i paesi, le aree marine abitate e disabitate, le strade con le misure in miglia, le distanze marittime tra i porti, era esattamente uguale alla Charta rogeriana realizzata dal principe geografo arabo al-Idrīsī  e che era dipinta a colori su carta setificata che è giunta fino a noi in molte copie, la più completa è ad Oxford.

La Charta rogeriana è una grande mappa composta da 70 piccole carte geografiche costruita e disegnata grazie a fonti scritte ed orali. Ricostruita interamente da Konrad Miller consultando e fotografando le copie rimaste, come tutte le mappe arabe anche questa è orientata con il nord in basso e per leggerla bisogna capovolgerla. La Charta è divisa in 7 fasce parallele dall’equatore al circolo polare artico, numerate da sud a nord; ogni fascia è divisa in 10 sezioni da ovest a est. È una mappa assolutamente moderna perché vengono segnate le distanze da luogo a luogo, quindi molto pratica ed utile. La novità, oltre alle esperienze di viaggio già scritte ed il rifiuto di miti e leggende, è stata quella di raccogliere i racconti attuali dei viaggiatori che giungevano in Sicilia da terre lontane, venivano interrogati da lui ma anche da re Ruggero in persona, si chiedevano la forma delle terre, l’altezza delle montagne, i lineamenti delle coste, il clima, i fiumi, gli abitanti di quelle terre, i prodotti e le meraviglie di quei paesi. Tutto veniva catalogato e confrontato e si selezionavano le notizie coincidenti. Nasce così, a Palermo, la prima vera scuola di geografia scientifica dell’epoca moderna basata sull’esperienza diretta favorita dal fatto che la Sicilia era al centro di tre continenti con le sue città porto molto attive e cosmopolite.  

Per descrivere i luoghi rappresentati in ogni singola carta al-Idrīsī scrisse una guida dal titolo Il piacere per chi desidera fortemente percorrere le diverse regioni del Mondo, conosciuto anche come Il libro di Ruggero, una guida ricca di notizie di ogni genere su tutti i Paesi allora conosciuti, una guida Touring Club del medioevo stampata per la prima volta in arabo a Roma nel 1592 e poi in latino a Parigi nel 1619. Si raccontano cose meravigliose come quella della regina di Merida (Spagna), alla quale i pasti venivano serviti galleggianti sull’acqua, oppure notizie curiose come quelle sui Norvegesi che raccolgono i cereali quando sono ancora verdi e li fanno maturare vicino al fuoco perché non vedono quasi mai il sole, o come in inverno le giornate in Russia sono cortissime. Si racconta della Cina e del loro zafferano selvatico di qualità superiore oppure curiosità sullo zibetto con le sue ghiandole che producono sostanze odorose molto pregiate per il loro uso in profumeria. Nella guida non mancano notizie incredibili e sorprendenti su una popolazione che si trova in una terra nuova che si raggiunge partendo da Lisbona (Portogallo) al di là del mare delle nebbie (Oceano Atlantico), oltre ai ricchi orti in quel luogo ci sono uomini dalla pelle rossa, alti, con pochi peli sul corpo, con degli alti capelli (probabilmente fasce con penne di aquila) e le loro donne sono di straordinaria bellezza. Nel XII secolo, quindi, già si conoscevano sia la Cina fino a Kanfù (Canton) e addirittura le Indie (America) prima di Cristoforo Colombo!
Osservando la mappa originale, alla maniera araba, nella parte occidentale vediamo i territori dall’India alla Cina, l’Asia Nord Orientale, l’Oceano Indiano con l’isola di Taprobane (Cylon = Sri Lanka) e le isole dell’Indonesia. Nella parte centrale la rappresentazione dell’Egitto con il faro di Alessandria, il Mediterraneo orientale con le isole greche, il Mar Rosso, il Mar Nero, l’Arabia, l’Asia centrale con il Mar Caspio, l’Oceano Indiano e parte dell’Africa. Nell’ultima parte abbiamo la rappresentazione dell’Europa, dell’Africa settentrionale, del Mediterraneo con al centro l’Italia e la Sicilia, a destra la Penisola Iberica.

Ma chi è al-Idrīsī? È il più famoso dei geografi arabi dell’Islam occidentale, esattamente il principe al-Idrīsī,  nato a Ceuta in Marocco nel 1099, dopo aver studiato nelle migliori scuole di Cordova (oggi Spagna) viaggiò molto fino ai confini dell’Asia Minore (oggi Turchia) e dal 1138 fu a servizio di re Ruggero a Palermo. Ma come nasce l’idea e la realizzazione di questa fantastica mappa e della sua guida? L’idea nasce da una esigenza del re Ruggero, quella di conoscere in maniera dettagliata tutto il suo regno, o meglio, il suo impero che comprendeva la Sicilia, tutte le isole intorno ad essa compresa Malta e Gozo ed anche il nord Africa. Era un re potente, intelligente ed aveva una personalità dominante, tanto che aspirò al trono imperiale di Costantinopoli. Secondo la tradizione araba e bizantina la gloria di un grande sovrano si esprimeva  attraverso il sapere, la missione di un re era quella di essere un servitore e divulgatore del sapere, di tutto il sapere e quindi anche di geografia, geografia vista come controllo intellettuale del Mondo. Al-Idrīsī lavorò 15 anni su commissione di re Ruggero con grande impegno e ingenti spese economiche perché l’opera doveva segnare nei secoli la gloria del sovrano siciliano consacrando così la sua missione.

Galleria

​La Charta rogeriana e la guida Touring Club del 1154

Rogerian Charta, Palermo, 1154, by Konra
Rogerian Charta, Palermo, 1154, by Konra
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Upside down Italy and Sicily
Upside down Italy and Sicily
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From Egypt to Indian Ocean
From Egypt to Indian Ocean
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On top north Africa, from Iberian penins
On top north Africa, from Iberian penins
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From India to China
From India to China
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Upside down Rogerian Charta
Upside down Rogerian Charta
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