Nel 1974 alcuni contadini delle campagne di Xi’an stavano scavando un pozzo ed arrivati a 4 metri di profondità scoprirono la testa di una statua, le sue braccia ed il corpo tutto bardato in armi, avevano appena scoperto uno dei tesori dell’archeologia. Sotto i loro piedi esisteva la copia in terracotta di un esercito cinese di 22 secoli fa. Si è scoperta una fossa di 12.000 mq ed al suo interno 6000 statue, successivamente sono state scoperte altre due fosse, una con 1000 guerrieri ed un’altra con l’intero quartier generale. L’esercito aveva uno schema rettangolare, i guerrieri sono ancora in formazione da combattimento e sono distribuiti su 38 colonne, ci sono fanti, arcieri, balestrieri e poi aurighi con carri trainati da 4 cavalli. Furono eseguiti con estrema precisione realizzando copie perfette di soldati veri assemblando vari pezzi. Ogni soldato è unico, un volto proprio e la sua armatura, la sua posizione e l’acconciatura dei capelli. Sono molto alti e sono sugli attenti ed ogni statua era colorata e visto da lontano doveva sembrare un esercito vero, immobile. L’esercito è di terracotta ma in mano avevano delle armi vere, originali, ne sono state trovate più di 10.000: spade a doppio taglio ancora oggi molto affilate, centinaia e centinaia di dardi, di punte di freccia e delle lame molto strane che venivano fissate in cima a delle aste di legno e funzionavano come le alabarde. Sono emerse punte di lancia acuminate e tozze, pugnali taglientissimi che si sono conservati perfettamente, ed infine sono emersi i meccanismi di scatto delle balestre di legno che sono, ovviamente, scomparse, ma la parte metallica si è conservata perfettamente perché per impedire la corrosione gli artigiani usarono laminature cromate tanto che queste armi sembrano nuove di zecca. Perché venne realizzato l’esercito di terracotta? Lo volle il primo Imperatore che unificò la Cina, Qin Shi Huang Di, la tomba è sotterrata sotto un grande tumulo che origina una collina e l’esercito doveva proteggere la tomba ma anche l’imperatore stesso nell’al di là. Dopo la sua morte avvennero grandi rivolte ed i contadini andarono a prendere le armi dai soldati distruggendoli e bruciando la struttura in legno che li copriva crollando su di essi. Nel 1987 il mausoleo è stato inserito nell'elenco dei Patrimoni dell'umanità dell'UNESCO. 

Galleria

L'esercito di terracotta 

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